FORUM CATTOLICO ORTODOSSO 8 GIUGNO 2012
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- Creato: 08 Giugno 2012
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GENNADIOS DI SASSIMA, “IL DINAMISMO DELLA SPERANZA”
(Lisbona, dalla nostra inviata) - “Una parola sana, che abbia il dinamismo della speranza, altrimenti le persone cadrebbero nella disperazione”. È questo il ruolo che le Chiese cristiane in Europa possono svolgere in questo momento di crisi economica e di ricerca di soluzioni per vincere recessione e disoccupazione. A indicarlo a conclusione del Terzo Forum europeo cattolico-ortodosso è il metropolita del patriarcato di Costantinopoli Gennadios di Sassima. Il Forum si conclude oggi dopo una tre giorni di lavoro e confronto su crisi economica e povertà cui hanno partecipato rappresentanti delle Conferenze episcopali europee e delegati di Patriarcati e Chiese ortodosse in Europa. “In Grecia - aggiunge il metropolita Gennadios che insieme al card. Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) ha presieduto le sessioni di lavoro -, i politici hanno perso credibilità. Molte persone sono in sciopero, molte altre hanno perso il lavoro, molte ancora hanno perso ogni speranza e in tante sono arrivate addirittura al suicidio”. La Chiesa “condivide questa sofferenza del suo popolo. Usa tutti gli strumenti materiali a sua disposizione per rispondere alla richiesta di aiuto ai poveri e a quelli che sono divenuti poveri ma ci sono anche altri strumenti a cui la Chiesa fa riferimento: la fede, la speranza e il ritorno alle radici della vita spirituale”.
CARD. ERDŐ (CCEE), LA PAROLA DEI CRISTIANI
(Lisbona, dalla nostra inviata) - “Non abbiamo centrato l’incontro sulla ricerca di soluzioni tecniche ma di risposte alla luce della nostra fede comune perché è diventato chiaro che anche sul tema della crisi economica e della povertà le fedi cattolica e ortodossa hanno la stessa base per affrontare queste difficoltà”. Riassume così il card. Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, il Forum europeo cattolico-ortodosso che si conclude oggi a Lisbona. In un’intervista a Sir Europa (clicca qui), il card. Erdő afferma: “Abbiamo visto che l’economia deve funzionare non soltanto in base a una tecnica matematica o astratta della finanza ma deve avere forti rapporti prima di tutto con l’economia reale”. Ed aggiunge: “Siamo di fronte a una molteplicità di alienazioni: le finanze alienate dall’economia reale; l’economia reale alienata dallo Stato e dalla società; lo Stato e le società tante volte alienati dalla vita delle persone”. Per vincere queste “alienazioni”, il cardinale ritiene necessario cominciare a “rafforzare la famiglia, come luogo di socializzazione dove la persona impara la responsabilità e il rispetto verso l’altro, l’amore”. Inoltre occorre valorizzazione “il lavoro umano come valore e come fonte di benessere” e “approfondire la nostra responsabilità nei confronti della comunità”.
© www.agensir.it - 8 GIUGNO 2012
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