Non c’è Vangelo senza Croce
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- Creato: 13 Ottobre 2012
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Monsignor PETRU GHERGHEL
Vescovo di Iaşi (Romania)
La storia che il Vangelo ha scritto nella Chiesa Cattolica in Romania, composta di tre riti (latino, greco-cattolico e armeno), conosce la gioia e il sacrificio di tanti evangelizzatori. Il vero tesoro dell’annuncio è Gesù stesso, Figlio di Dio, che ha trasfor-mato l’apparente fallimento della Croce in una mirabile vittoria della risurrezione per la redenzione del mondo. Non c’è Vangelo senza Cro-ce. L’ostilità che il Vangelo incontra in questo tempo non deve farci di-menticare la logica della Croce, dove l’intervento umano non è riuscito a soffocare la grazia divina. Nei tempi difficili della recente dittatura atea in Romania la famiglia cristiana ha svolto un ruolo fonda-mentale, essendo spesso l’unica pos-sibilità di annunciare il Vangelo e di trasmettere la fede. E ora, molti mi-granti cattolici romeni hanno aiutato le famiglie presso le quali lavorano a riscoprire la bellezza della preghiera e della fede in Cristo. La formazione dei genitori risulta ora una vera priorità pastorale. In Romania la fine della persecu-zione ateista aveva aperto le porte a una promettente primavera ecumeni-ca. Non ci ha mai abbandonato la preghiera, ma da quando un recente ordinamento del Sinodo della Chie-sa ortodossa romena ha vietato qual-siasi preghiera tra fedeli ortodossi e cattolici, ci vediamo costretti a sup-plicare Dio davanti ai delegati frater-ni: «Fa’, o Signore, che almeno il “Padre Nostro” unisca i tuoi figli». In conclusione, per una nuova evangelizzazione la Chiesa cattolica di Romania propone: di ripartire da Gesù stesso, Vangelo ed evangelizza-tore; di promuovere la famiglia cri-stiana, fondata sul matrimonio e sul-la formazione dei genitori; di colti-vare l’ecumenismo della preghiera, perché l’unità dei cristiani aiuti il mondo a credere in Cristo (cfr.Gv 17, 21).
© Osservatore Romano - 15-16 ottobre 2012