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- Creato: 19 Ottobre 2012
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Dalla tredicesima congregazione del Sinodo di martedì 16 ottobre mattina:
MIKHAIL FATEEV
Direttore di produzione presso il canale televisivo «United Television»
a San Pietroburgo (Federazione Russa)
In Russia la maggior parte dei cri-stiani rappresenta soltanto la prima generazione di credenti. Molti han-no iniziato la loro vita cristiana da adulti. Poiché non siamo stati alleva-ti in famiglie cristiane, non abbiamo alcuna esperienza per formare i no-stri figli. Questo è un problema comune a tutte le confessioni cristiane in Rus-sia: ai cattolici, agli ortodossi e ai protestanti. Ecco perché stiamo cer-cando di risolverlo insieme. Un gior-nale ufficiale della Chiesa ortodossa russa di San Pietroburgo chiede re-golarmente ad autori cattolici di scri-vere testi sulla formazione cristiana, sul catechismo e sulla vita cristiana nella famiglia. Abbiamo così un illu-minante esempio di cooperazione tra due Chiese sorelle. Tale cooperazio-ne rappresenta una testimonianza di unità cristiana reale, di cui abbiamo tanto bisogno nel mondo moderno secolarizzato. Tuttavia, mentre cerchiamo l’uni-tà, non dobbiamo rifiutare o dimen-ticare la nostra identità cattolica. Le persone sono più propense a parlare con noi in quanto cattolici, piuttosto che come “comuni cristiani”. Abbia-mo potuto osservarlo dopo un in-contro organizzato da laici cattolici in una delle più grandi librerie di San Pietroburgo. L’evento ha solle-vato molto interesse da parte dei media. Abbiamo quindi deciso di promuovere una serie di incontri e di discussioni pubbliche sulla Chiesa cattolica, sulla sua fede e sulle sue tradizioni. Noi cattolici siamo andati incontro alla gente e siamo stati ac-colti con grande interesse! La comunità cattolica russa è mol-to esigua. Il numero di quanti prati-cano effettivamente la loro fede è ancora più basso e instabile. Ecco perché è così importante raggiunge-re, attraverso i media, quanti stanno perdendo la propria identità cattoli-ca. La comunità cattolica in Russia è molto povera, quindi il metodo più efficace è quello di servirsi dei nuovi media, quali i social network, i blog e i siti web. È il modo migliore per essere ascoltati dai ragazzi e anche dalle famiglie giovani. Dobbiamo collaborare anche con i media seco-lari. Tutte queste risorse mediatiche dovrebbero aiutarci a indurre le per-sone a tornare in chiesa e a invitarle a una vita cristiana più profonda e personale.
© Osservatore Romano - 20 ottobre 2012
MIKHAIL FATEEV
Direttore di produzione presso il canale televisivo «United Television»
a San Pietroburgo (Federazione Russa)
In Russia la maggior parte dei cri-stiani rappresenta soltanto la prima generazione di credenti. Molti han-no iniziato la loro vita cristiana da adulti. Poiché non siamo stati alleva-ti in famiglie cristiane, non abbiamo alcuna esperienza per formare i no-stri figli. Questo è un problema comune a tutte le confessioni cristiane in Rus-sia: ai cattolici, agli ortodossi e ai protestanti. Ecco perché stiamo cer-cando di risolverlo insieme. Un gior-nale ufficiale della Chiesa ortodossa russa di San Pietroburgo chiede re-golarmente ad autori cattolici di scri-vere testi sulla formazione cristiana, sul catechismo e sulla vita cristiana nella famiglia. Abbiamo così un illu-minante esempio di cooperazione tra due Chiese sorelle. Tale cooperazio-ne rappresenta una testimonianza di unità cristiana reale, di cui abbiamo tanto bisogno nel mondo moderno secolarizzato. Tuttavia, mentre cerchiamo l’uni-tà, non dobbiamo rifiutare o dimen-ticare la nostra identità cattolica. Le persone sono più propense a parlare con noi in quanto cattolici, piuttosto che come “comuni cristiani”. Abbia-mo potuto osservarlo dopo un in-contro organizzato da laici cattolici in una delle più grandi librerie di San Pietroburgo. L’evento ha solle-vato molto interesse da parte dei media. Abbiamo quindi deciso di promuovere una serie di incontri e di discussioni pubbliche sulla Chiesa cattolica, sulla sua fede e sulle sue tradizioni. Noi cattolici siamo andati incontro alla gente e siamo stati ac-colti con grande interesse! La comunità cattolica russa è mol-to esigua. Il numero di quanti prati-cano effettivamente la loro fede è ancora più basso e instabile. Ecco perché è così importante raggiunge-re, attraverso i media, quanti stanno perdendo la propria identità cattoli-ca. La comunità cattolica in Russia è molto povera, quindi il metodo più efficace è quello di servirsi dei nuovi media, quali i social network, i blog e i siti web. È il modo migliore per essere ascoltati dai ragazzi e anche dalle famiglie giovani. Dobbiamo collaborare anche con i media seco-lari. Tutte queste risorse mediatiche dovrebbero aiutarci a indurre le per-sone a tornare in chiesa e a invitarle a una vita cristiana più profonda e personale.
© Osservatore Romano - 20 ottobre 2012