IL PASSATO UNA SPERANZA PER IL FUTURO
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- Creato: 26 Luglio 2010
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“Ci sono sogni e visioni percorsi dall’alito fecondo della vita, suscitati dal soffio creativo e innovatore dello Spirito; visioni che aprono spazi inesplorati, accendono l’orizzonte e illuminano la strada oltre la breve misura del nostro sguardo stanco. Sogni e visioni che danno corpo alla speranza e rianimano il nostro cammino”. Ha iniziato così il suo intervento stamattina alla 47ª sessione del Sae, in corso a Chianciano, il suo presidente nazionale, Meo Gnocchi. “È a questo genere di sogni – ha aggiunto - che abbiamo pensato nel formulare il titolo di questa sessione, ‘Sognare la comunione, costruire il dialogo’; è a questo genere di sogni e di visioni che vorremmo riaprire il nostro animo anche grazie agli incontri, alle riflessioni e alle preghiere di questi giorni; ma, innanzi tutto, è questo genere di sogni e di visioni che ha rischiarato la mente e riscaldato il cuore dei nostri padri convenuti cento anni or sono a Edimburgo, e poi di tutti coloro che ne hanno seguito i passi sulla via verso la comunione e l’unità”. Gioachino Pistone, vicepresidente del Sae, ha evidenziato che in questa sessione “il passato è letto nella prospettiva del futuro, non come archivio più o meno dimenticato, ma come chiave possibile di lettura per prospettive nuove e per il tempo che ci è dinnanzi”.“Credo sia importante avere fortemente coscienza che non stiamo costruendo dal nulla - ha sottolineato ancora Pistone -, ma che siamo all’interno di un percorso e abbiamo delle fondamenta ben solide alle spalle. Questa è un’occasione da non perdere per verificarlo. Non stiamo costruendo una baracca sulla spiaggia, ma un grattacielo di cui siamo al settimo o ottavo piano”. Maria Vingiani, fondatrice del Sae, ha ricordato Pistone, “racconta che nei primi anni ‘60 se un prete passava davanti ad un tempio evangelico doveva cambiare marciapiede, affinché nessuno potesse pensare che egli entrava o usciva di lì. Oggi è normale lo scambio di pulpiti per la predicazione”. “È importante sapere quali sono le fondamenta alla base di questo grattacielo di cui nessuno può ancora calcolare l’altezza”, ha concluso.
© SIR - 26 luglio 2010
© SIR - 26 luglio 2010