Le sfide dell’identità dell’alterità e del pluralismo

Dalla quinta congregazione del Sinodo di mercoledì 10 ottobre pomeriggio:

Cardinale JEAN-LOUIS TAURAN
Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso (Città del Vaticano)

Mi riferisco al numero 73 dell’Instru-mentum laboris: «Il contesto interreli-gioso e il confronto con le grandi re-ligioni dell’Oriente viene salutato come un’occasione fornita alle nostre comunità cristiane di approfondire la comprensione della nostra fede, gra-zie agli interrogativi che un simile confronto suscita in noi...». Alcuni cristiani, ignorando spesso il contenuto della loro fede e incapa-ci quindi di viverla e di viverne, non sono adatti al dialogo interreligioso che inizia sempre con l’affermazione delle proprie convinzioni: non c’è posto per il sincretismo o il relativi-smo! Di fronte ai seguaci di altre re-ligioni con un’identità religiosa for-te, occorrono cristiani motivati e pre-parati dal punto di vista dottrinale. Per questa ragione, la nuova evange-lizzazione è una priorità, al fine di formare cristiani coerenti, capaci di rispondere della propria fede, me-diante parole semplici e senza paura. Il dialogo interreligioso diventa così un’occasione di approfondimen-to e di testimonianza della fede. Credo che oggi i cristiani debbano far fronte a tre sfide. La sfida dell’identità: chi è il mio Dio? La mia vita è in sintonia con le mie convinzioni? La sfida dell’alterità: colui che pratica una religione diversa dalla mia, non è necessariamente un nemi-co, ma piuttosto un pellegrino della verità. La sfida del pluralismo: Dio opera in ogni persona, attraverso vie che solo Lui conosce (Ad gentes, 7). Certo, non si tratta di mettere tra parentesi la nostra fede, di arretrare di fronte alle persecuzioni e alle di-scriminazioni di cui sono vittime molti dei nostri fratelli e delle nostre sorelle nel mondo, in particolare cri-stiani. Bisogna invece denunciare con il massimo vigore la violenza che ferisce e uccide, ancor più ingiu-stificata quando si fa scudo dietro una religione. Tuttavia, dobbiamo citare anche aspetti positivi come l’amicizia nella quotidianità, che si esprime con ge-sti di fraternità e di vicinanza. L’ar-monia tra credenti dà spesso alle so-cietà di cui essi fanno parte una di-mensione spirituale della vita, anti-doto alla disumanizzazione e ai con-flitti. Penso, per esempio, alle giornate che abbiamo appena vissuto in Liba-no. Ha ricordato, Santo Padre, che il vivere insieme implica la fiducia nell’altro, il rifiuto della vendetta, il riconoscimento dei propri sbagli e il coraggio del perdono. La cito: «Solo allora può crescere la buona intesa tra le culture e le religioni, la stima delle une per le altre senza sensi di superiorità e nel rispetto dei diritti di ciascuna» (Palazzo Presidenziale di Baabda, 15 settembre 2012). E ab-biamo sentito il Mufti della Repub-blica affermare: «Per noi musulmani, i cristiani sono una ricchezza». Biso-gna sottolineare anche che la rete te-levisiva Al Jazeera ha praticamente trasmesso in diretta i diversi incontri di questo viaggio apostolico, il cui messaggio ha potuto raggiungere co-sì milioni di famiglie musulmane. In mezzo a tanti timori, è utile ci-tare questi segni positivi che lastrica-no il lungo cammino che conduce al dialogo sereno e fecondo. Il 28 ottobre 1965 i padri concilia-ri, riferendosi alle tradizioni religiose orientali, non esitavano ad affermare che «La Chiesa cattolica nulla riget-ta di quanto è vero e santo in queste religioni... (che) non raramente ri-flettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini» (No-stra aetate, n. 2). Possiamo forse ap-plicare questo principio ad altre reli-gioni. In tutti i casi, nonostante le diffi-coltà, le ambiguità e i passi indietro, nessuna delle parti impegnate in questo dialogo tra credenti l’ha ri-messo in discussione! Forse perché, qua e là, alcuni uomini e alcune donne hanno avuto il coraggio di perseverare, dimostrando così che il credo religioso ispira la pace, inco-raggia la solidarietà, promuove la giustizia e difende la libertà.

© Osservatore Romano - 13 ottobre 2012