In Siria i cristiani celebrano due volte la Pasqua
- Dettagli
- Creato: 19 Ottobre 2012
- Hits: 1759
Dalla tredicesima congregazione del Sinodo di martedì 16 ottobre mattina:
RIAD SARGI,
Presidente della Società di San Vincenzo de Paoli in Damasco (Siria)
Durante gli ultimi giorni di que-sto Sinodo, abbiamo ascoltato molti discorsi dei Padri delle Chiese in di-versi Paesi di tutto il mondo. Abbia-mo condiviso la conoscenza e l’esp e-rienza delle istanze più importanti di questo Sinodo. Dal mio punto di vi-sta, l’obiettivo della Chiesa è come far vivere ai cristiani il Vangelo nelle loro famiglie, nelle loro città, nei lo-ro paesi e in tutto il mondo. Per rag-giungere questo scopo, dobbiamo far sì che i bambini e i giovani ven-gano nutriti nel Vangelo, nel cate-chismo, negli insegnamenti del cri-stianesimo e, successivamente, saran-no loro a diffondere questa cono-scenza. Per ottenerlo dobbiamo indi-viduare metodi atti ad attrarre ragaz-zi e ragazze. Non possiamo obbli-garli a venire in chiesa per ricevere un’educazione cristiana. Perciò dob-biamo trovare il modo di incorag-giarli a venire in chiesa creando un’atmosfera piena di gioia e piacere e impartire loro un insegnamento cristiano servendoci della tecnologia all’avanguardia, con i media, i com-puter e gli ultimi sistemi di comuni-cazione. Occorre inoltre che i vesco-vi e i sacerdoti collaborino con gli adulti nelle loro parrocchie e diocesi e impieghino tutte le possibilità che esse offrono. Beatissimo Padre, noi rappresen-tiamo una minoranza nel nostro Pae-se e celebriamo la Pasqua due volte. L’anno prossimo le due celebrazioni saranno distanziate di cinque giorni. Questa circostanza imbarazza i cri-stiani e molti si sentono in difficoltà per questa situazione di fronte a Cri-sto risorto. Chiediamo umilmente che venga trovata una soluzione a questo importante problema tra la nostra Chiesa e le Chiese ortodosse.
© Osservatore Romano - 20 ottobre 2012
RIAD SARGI,
Presidente della Società di San Vincenzo de Paoli in Damasco (Siria)
Durante gli ultimi giorni di que-sto Sinodo, abbiamo ascoltato molti discorsi dei Padri delle Chiese in di-versi Paesi di tutto il mondo. Abbia-mo condiviso la conoscenza e l’esp e-rienza delle istanze più importanti di questo Sinodo. Dal mio punto di vi-sta, l’obiettivo della Chiesa è come far vivere ai cristiani il Vangelo nelle loro famiglie, nelle loro città, nei lo-ro paesi e in tutto il mondo. Per rag-giungere questo scopo, dobbiamo far sì che i bambini e i giovani ven-gano nutriti nel Vangelo, nel cate-chismo, negli insegnamenti del cri-stianesimo e, successivamente, saran-no loro a diffondere questa cono-scenza. Per ottenerlo dobbiamo indi-viduare metodi atti ad attrarre ragaz-zi e ragazze. Non possiamo obbli-garli a venire in chiesa per ricevere un’educazione cristiana. Perciò dob-biamo trovare il modo di incorag-giarli a venire in chiesa creando un’atmosfera piena di gioia e piacere e impartire loro un insegnamento cristiano servendoci della tecnologia all’avanguardia, con i media, i com-puter e gli ultimi sistemi di comuni-cazione. Occorre inoltre che i vesco-vi e i sacerdoti collaborino con gli adulti nelle loro parrocchie e diocesi e impieghino tutte le possibilità che esse offrono. Beatissimo Padre, noi rappresen-tiamo una minoranza nel nostro Pae-se e celebriamo la Pasqua due volte. L’anno prossimo le due celebrazioni saranno distanziate di cinque giorni. Questa circostanza imbarazza i cri-stiani e molti si sentono in difficoltà per questa situazione di fronte a Cri-sto risorto. Chiediamo umilmente che venga trovata una soluzione a questo importante problema tra la nostra Chiesa e le Chiese ortodosse.
© Osservatore Romano - 20 ottobre 2012