A Tantur per riflettere su passato e futuro dell’ecumenismo
- Dettagli
- Creato: 30 Ottobre 2012
- Hits: 2044
di RICCARDO BURIGANA «Parleremo della fondazione del Tantur Institute alla luce del conci-lio Vaticano II e discuteremo dello stato dell’ecumenismo in Occidente e in Oriente, ponendo particolare attenzione alle peculiarità di questo dialogo a Gerusalemme»: con queste parole il sacerdote ortodosso Ti-mothy Lowe, rettore del Tantur Ecumenical Institute, ha introdotto il convegno internazionale dal titolo «Hope of unity: living ecumenism today», che si è svolto dal 26 al 27 ottobre a Gerusalemme. L’iniziativa è stata promossa per festeggiare il quarantesimo anniversario della fon-dazione del Tantur Institute. L’isti-tuto ecumenico per gli studi teolo-gici, che opera in Israele, ha avviato la propria attività nel 1972, anche se i primi passi per la sua istituzione risalgono all’ottobre 1963, quando alcuni tra i rappresentanti ortodossi, anglicani e protestanti presenti al concilio Vaticano II si dichiararono favorevoli all’idea di Paolo VI di creare un centro ecumenico per la ricerca teologica e per gli studi pa-storali, in un luogo particolarmente significativo per la storia dei cristia-ni. La scelta di Gerusalemme fu diretta conseguenza del pellegrinaggio ecumenico che Paolo VI svolse nel gennaio 1964; e così nel 1967, grazie all’opera di Theodore Hesburgh, in-caricato dal Papa per la realizzazio-ne del progetto, con il sostegno del-la University of Notre Dame e di molti benefattori, vennero avviati i lavori per la costruzione del Tantur Institute. Non fu però possibile inaugurare l’istituto fino al 1972 a causa della nuova situazione che si era creata dopo la guerra arabo-israeliana del 1967. Il Tantur Institute è divenuto un luogo di studio e di esperienza in campo ecumenico, ospitando mi-gliaia di studiosi appartenenti a di-verse confessioni cristiane, con l’intento di promuovere una ricerca teo-logica strettamente legata a una te-stimonianza quotidiana della fede in Cristo, attraverso la quale rafforzare il cammino per l’unità della Chiesa. Alla storia dell’istituto sono state ri-servate le prime due relazioni. Il re-verendo Patrick Gaffney ha presen-tato una ricostruzione delle vicende che portarono alla definizione del progetto per la creazione della strut-tura, facendo ampio riferimento al clima nel quale il progetto venne maturando. Il docente André Bir-melé ha invece tratteggiato il contri-buto del teologo luterano tedesco Oscar Cullmann, che prese parte al concilio Vaticano II in qualità di “ospite”, mettendo in evidenza il suo contributo per lo sviluppo del dialogo ecumenico. La relazione di Birmelé ha rap-presentato una sorta di “ponte” tra le riflessioni sulla nascita dell’istitu-to e le considerazioni sul presente dell’ecumenismo. In particolare all’anglicana Mary Tanner, per anni impegnata in ruoli di responsabilità all’interno degli organismi ecumeni-ci internazionali, è spettato il com-pito di tracciare un quadro del dia-logo in Occidente. Padre Frans Bouwen, membro cattolico dello staff accademico del Tantur Institute, ha descritto i rapporti tra i cri-stiani in Oriente, tenendo particola-re conto anche del dialogo tra cri-stiani, ebrei e musulmani nel Vicino Oriente, che costituisce un aspetto rilevante della testimonianza ecumenica nella regione. A entrambi i re-latori è spettato il compito di indi-care anche i possibili aspetti da ap-profondire per proseguire il cammi-no ecumenico, che affronta una sta-gione particolarmente vivace e com-plessa. Le Chiese e le varie comuni-tà religiose sono infatti chiamate a trattare i nodi dogmatici ed etici emersi dopo anni di dialoghi teolo-gici e di gesti condivisi che hanno reso manifesta la comune volontà di vivere l’unità, come hanno sottoli-neato gli organizzatori del convegno. Alla situazione ecumenica nel Vi-cino Oriente è stata dedicata, in particolare, la seconda giornata di riflessioni. Il pastore luterano Mu-nib Younan, presidente della Fede-razione luterana mondiale, ha af-frontato il tema dell’azione dei cri-stiani nella Terra Santa, sottolinean-done il ruolo nel processo di costru-zione di pace. Padre David Neuhaus, vicario per la comunità cattolica di lingua ebraica del Pa-triarcato di Gerusalemme dei Latini, ha infine offerto una relazione sull’impegno delle comunità cristia-ne di lingua ebraica. Padre Neuhaus ha fatto riferimento anche all’inizia-tiva, finanziata dalla Fondazione Giovanni Paolo II, per la pubblica-zione di un catechismo in lingua ebraica con la quale favorire un cammino di formazione permanente di queste nuove comunità in una prospettiva ecumenica. Nella tavola rotonda conclusiva i relatori hanno quindi delineato i “p ercorsi” sui quali proseguire il cammino ecume-nico, soprattutto in questo anno de-dicato dalla Chiesa cattolica alla memoria dell’apertura del concilio Vaticano II e che sta anche proiet-tando il World Council of Churches verso la celebrazione della prossima assemblea generale, che si terrà in Corea del Sud nel 2013. Il convegno non ha voluto essere soltanto un momento puramente celebrativo, ma si è proposto di offrire anche una ri-costruzione storica di un passaggio particolarmente significativo della storia del movimento ecumenico, quale è stata la celebrazione del concilio Vaticano II che ha consenti-to di porre in atto tante iniziative ben al di là dei confini della Chiesa cattolica. Al contempo l’incontro, nel riaffermare uno degli scopi primari del Tantur Institute in campo ecumenico, ha voluto altresì favorire una ri-flessione sullo stato dei rapporti di collaborazione che tenga conto della particolare situazione nella quale i cristiani si trovano nel Vicino Oriente, dove l’approfondimento delle questioni teologiche cammina di pari passo al quotidiano impegno delle varie comunità religiose per il superamento di ogni forma di vio-lenza e per la costruzione di una pace fondata sul dialogo nella giustizia.
© Osservatore Romano - 31 ottobre 2012