Quindici anni fa l’omicidio di don Santoro: la sua eredità è la missionarietà (+ video)
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- Creato: 06 Febbraio 2021
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Il cardinale Enrico Feroci ricorda l’amico ucciso a Trabzon: “era un uomo di Dio che aveva compreso l’importanza della Chiesa del Medio Oriente”. Don Fabio Fasciani: il corpo di don Andrea presto sarà traslato nella parrocchia dei santi Fabiano e Venanzio, dove è stato parroco dal 1994 al 2000Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano
È il 5 febbraio del 2006. Don Andrea Santoro, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma, è inginocchiato nell’ultimo banco della chiesa Santa Maria a Trabzon, in Turchia. Viene assassinato da un giovane mentre prega con la Bibbia tra le mani. La testimonianza e l’eredità del sacerdote romano sono indelebili. Nel 15.mo anniversario della sua morte, il cardinale Enrico Feroci ricorda l’amico don Andrea in un video, diffuso sul canale Youtube della Diocesi di Roma. ”Era un uomo di Dio, un uomo con una profonda fede, che aveva compreso l’importanza della Chiesa in Medio Oriente. Lui la chiamava ‘la nostra madre’. Una madre che doveva essere accudita, rispettata ed aiutata”. Il cardinale Feroci torna poi con la mente a pochi giorni prima di quel brutale omicidio: “lo avevo accompagnato all’aeroporto di Fiumicino e ci eravamo salutati prima che partisse per la Turchia. Quattro giorni dopo - ho ancora nelle orecchie il grido disperato della persona che mi ha avvisato - è stato ucciso. In quel momento, il mondo ci è cascato addosso”. "Ma il sangue dei cristiani – sottolinea il porporato - è seme per nuovi cristiani”. Un seme per “persone nuove nell’ascolto della Parola di Dio e nel servizio ai fratelli".
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