Dialogo tra Chiesa e Stato per il bene della società
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- Creato: 20 Ottobre 2010
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Rodi, 20. In un momento della storia come quello che stiamo vivendo, dove la crisi morale e spirituale è sfociata in una crisi a tutti i livelli, anche economico e culturale, risulta urgente sviluppare maggiormente i rapporti tra la Chiesa e lo Stato: lo ha detto l'arcivescovo di Esztergom-Budapest, cardinale Péter Erdo, presidente del Consiglio delle conferenze episcopali d'Europa (Ccee), aprendo il secondo Forum cattolico-ortodosso in corso di svolgimento a Rodi, in Grecia, e dedicato al tema Relazioni tra la Chiesa e lo Stato: prospettive teologiche e storiche. "Oggi - ha sottolineato il porporato - appare sempre più evidente che, in diversi ambiti, esiste una sintonia tra ciò che la Chiesa propone e proclama e ciò che la società, vale a dire le persone reali, chiede e cerca. Quando i responsabili sono mossi dal desiderio di servire la gente piuttosto che le ideologie, si può effettivamente trovare una certa convergenza che avvicina la Chiesa e lo Stato nel desiderio comune che il cristianesimo, con il suo patrimonio culturale, morale e spirituale, sia presente anche nella vita pubblica".
L'obiettivo del Forum, al quale partecipano diciassette delegati del Ccee e altrettanti rappresentanti ortodossi in Europa, è dunque di apportare un contributo serio al dibattito, "mostrando a tutti la nostra comune preoccupazione per il bene dell'uomo in un Europa - ha affermato il cardinale Erdo - che sembra spesso voler vivere, come diceva Charles Péguy, "dopo Cristo e senza Cristo", ma che allo stesso tempo cerca qualcosa che solo Dio può darle pienamente: la pace, la giustizia, la felicità e la gioia". Il risultato di questo lavoro ecumenico sarà visto come "segno della disponibilità dei cristiani a un dialogo saldo e fruttuoso con gli Stati e le autorità pubbliche nazionali e continentali".
Per il presidente del Ccee, esiste una chiara distinzione teoretica fra Chiesa e Stato che, peraltro, garantisce il principio della libertà di religione. "Ma la separazione è un bene?", si è chiesto il porporato. "Se, come è evidente, tanto la Chiesa come lo Stato operano nella società, non si potrà mai separare completamente la vita della Chiesa da quella dello Stato", ha detto Erdo, il quale ha poi ricordato che esiste separazione e separazione: "È vero che l'esperienza di alcuni Paesi, dopo grandi difficoltà, frutto di ideologie anti-cristiane, ha dimostrato che una certa separazione, in precisi momenti della storia, ha rappresentato una possibilità di libertà per la Chiesa, ma sappiamo anche - ha aggiunto il cardinale - che un altro tipo di separazione, che non si limita a distinguere la Chiesa dallo Stato ma vuole altresì allontanare la fede dalla vita quotidiana e sociale, porta alla secolarizzazione e spesso allo smarrimento delle persone, delle famiglie e della società".
(©L'Osservatore Romano - 21 ottobre 2010)