Armonia dell’ecumenismo

ecumene-2«Ciò che nel cristianesimo è stato separato per vicende storico-politiche e per diverse comprensioni della Rivelazione, ha in fondo mantenuto profonda unità nell’arte e può continuamente trovare anche oggi punti di incontro fecondi nell’intelligente frequentazione delle fonti comuni».
Lo ha sottolineato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, salutando il Thomanerchor di Lipsia, in occasione del concerto eseguito venerdì pomeriggio, 28 giugno, insieme al coro della Cappella Sistina. La corale luterana è giunta a Roma in questi giorni per partecipare alle celebrazioni ecumeniche in onore dei santi Pietro e Paolo. Continuando sull’esperienza dell’anno scorso, quando fu ospitato il coro anglicano di Westminster Abbey, la scelta è caduta quest’anno sulla Germania. I piccoli cantori sotto la direzione del maestro Georg Christoph Biller, hanno eseguito con i coetanei della Cappella musicale pontificia brani di Palestrina, Penderecki, Biller, Bach e Terzakis. «Abbiamo appena ascoltato un magnifico concerto dove la grande tradizione musicale tedesca e quella romana si sono mirabilmente intrecciate», ha commentato al termine il cardinale Bertone. «È interessante constatare — ha aggiunto — che nell’esperienza religiosa cristiana globalmente considerata, dove storicamente la fede si è resa plastica attraverso l’arte, troviamo le fonti della cultura musicale occidentale». E sottolineando la spettacolarità della cornice offerta della Cappella Sistina ha notato che essa «può aiutarci a trasfigurare le diversità attraverso la bellezza che è via per incontrare Dio e per incontrarci nella verità». Quindi rivolgendosi ai membri della corale luterana, che fu diretta da Bach per ventisette anni, il porporato ha sottolineato come la loro presenza confermi «che la cultura, la ricerca del bello e del vero sono la via per incontrarci e camminare nei fatti insieme». Hanno assistito al concerto, tra gli altri, l’arcivescovo Bruguès, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, il vescovo di Canelones, in Uruguay, monsignor Alberto Francisco María Sanguinetti Montero, e il segretario dalla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, monsignor Vallejo Balda. Con i benefattori tedeschi che hanno sostenuto l’iniziativa erano il vescovo di Dresden-Meissen, monsignor Heiner Koch, e il Landesbischof (vescovo regionale della Chiesa evangelica-luterana) Jochen Bohl, che ha pronunciato un breve saluto. Con i membri del corpo diplomatico accreditato era monsignor Bettencourt, capo del Protocollo della Segreteria di Stato. Tra loro l’ambasciatore della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, Reinhard Schweppe.

© Osservatore Romano - 2 luglio 2013